
Ebbene si, il libro più importante della mia vita è stato
l’elenco del telefono.
Quel mirabolante vocabolario di anime appese ad un numero che basta comporre per: sentirne le voci, immaginarne gli occhi, i vestiti, gli odori di lieve sudore dopo una doccia d’estate, i problemi, le incertezze e i dubbi, le paure e le storie che non ti diranno mai.
L’elenco telefonico è un romanzo formidabile, vestito di migliaia di personaggi, intriso di bugie, perché ti dice i nomi ma non le storie vere, quelle le omette e l’omissione non è il contrario della verità?
E che cos’è il libro scritto, se non un’impressionante sequela di bugie ammantato di verità, in piccoli pezzi mescolati?
L’elenco del telefono è stato il vocabolario delle storie di George Simenon, e chissà di quanti altri sbruffoni della storia, che sono gli scrittori, gli adorabili esibizionisti del pensiero, i muratori dell’intelletto che, pietra dopo pietra, hanno contribuire a ricostruire le nostre memorie perse.
Loro ci hanno dato a volte forza, altre angoscia ( quante Elsa Morante ci hanno afflitto con le loro “Storie”?).
La guida comunicativa della Sip (e vabbuò, Telecom! Ma consentitemi la licenza poetico-senil-sentimentale), quello strumento rapido di ricerca di un caro, o di un insolvente farabutto, quante volte consultato come un libro a caso, mi ha fatto viaggiare in capo al mondo, sperando di capire da dove mai potesse essere arrivato il signor Jhon Hopkins – via M. da Caravaggio 26, e per quale motivo avesse dovuto abitare a Napoli, e se non fosse marito di una spia italiana o lui stesso un agente segreto americano o, perché no, rappresentante di Timberland innamorato di Posillipo.
Caro, vecchio elenco del telefono, per tutte le volte che t’avrò portato in bagno, e per le tante altre che avrò sacrificato le sue soffici pagine per accendere il camino o raccogliere il pelo vomitato dal mio gatto e, per tutte le altre volte che mi resteranno ancora nel cuore, ti giuro eterno affetto.
Chi sara mai questo "Bell'Antonio"? Suvvia amiche 50enni...